Uno stronzo che pontifica col culo al caldo.
Alcuni giorni fa ho preso in mano il libro di filosofia del diritto della mia ragazza e ho letto tra l'altro il capitolo dedicato a Karl Marx. In quattro pagine le teorie marxiste vengono smontate con argomentazioni sicuramente superficiali, in parte condivisibili; Tacciate di essere all'origine di sistemi totalitari ( ok, diamogliela per buona ), viene detto che Marx stesso non aveva una chiara idea di che aspetto dovesse avere una societá comunista ( vero anche questo ), che una societá senza classi conduce all' "imperialismo sovversivo" ( eh? )... ok, fin qui, condivisibile o meno, la critica dell'autore, tale Jochen Zenthöfer, é sommaria ma non scade ancora nell'insulto alla logica, fino all'affermazione che segue-traduco e riassumo: "Per Marx l'Uomo é, nella societá capitalista, alienato. Marx si riferiva peró alla societá capitalista del 19 Secolo che includeva lavoro minorile, 15 ore lavorative al giorno, niente assicurazione. La nostra societá di mercato odierna é diversa". Il nostro amico conclude col moto trito e ritrito di derivazione smithiana secondo il quale l'egoismo del singolo fa il beneficio della collettivitá. Vorrei prescindere, almeno in questa sede, dall'infinita polemica su come possano essere strumentalizzate, applicate e abbinate ad altre teorie le analisi marxiste, basterá pensare a chi si rifá al pensiero marxista ( trotzkisti e stalinisti, luxemburghisti e marxistileninisti, nazimaoisti e nazionalbolscevichi, bordighisti e gramsciani....) e a quanto esso venga interpretato in chiave piú soggettiva che oggettiva. Da non-marxista mi chiedo piuttosto: Signor giurista, ha mai lavorato in fabbrica in vita sua? Ha mai sentito parlare delle aziende che sfruttano il lavoro minorile, ad esempio Disney e Benetton? E dei sindacalisti colombiani ammazzati dai sicari della Coca-Cola Company? E dei raccoglitori di banane schiavizzati e taglieggiati da Ciquita, Dole e altri? Ha mai letto la lista dei morti sul lavoro di un Paese "ricco", ad esempio la Germania, tanto per non andar lontani? Si é mai informato sulle condizioni di lavoro nei diversi settori, su quanto e come i dipendenti siano tutelati? Ha mai lavorato una stagione in un ristorante di una localitá turistica?Ha mai pensato a che funzione ha la disoccupazione e perché esite? Ha mai riflettuto sul perché scoppiano le guerre, ha mai sentito parlare di espansionismo imperialista del capitale ( e non di presunto "imperialismo sovversivo!)? Potrei continuare di questo passo, ma non ho voglia, invito solo il caro autore del libercolo da "in quattro pagine ti analizzo Marx" a chiedersi perché oggi ci si dovrebbe ribellare al capitalismo e alla "soziale marktwirtschaft"... esca per strada e si guardi intorno! Il capitalismo NON FUNZIONA, per questo esistono le guerre, per questo esistono gli Stati,la repressione, la censura, la schiavitú, per questo si vuole convincere la gente che non ci sono alternative valide allo stato di cose presente: la vostra realtá é una promessa mai mantenuta, la nostra alternativa, senza scomodare Marx, é una sola: RIVOLUZIONE!
Faranno un deserto e lo chiameranno pace.
Al presidente degli Stati Uniti Barack Obama é stato conferito un paio di giorni fa il premio Nobel per la pace. Il selezionatissimo coro di giubilo di osservatori piú o meno noti, felici di tale scelta, deve essere sormontato dalle urla di protesta di chi non ha le palpebre cucite col fil di ferro, perché ci sará sempre chi ha presente il vero significato della parola pace. Innanzitutto assegnare un tale riconoscimento al presidente di uno Stato é una contraddizione, in quanto sono gli Stati, i loro governi, a volere le guerre; secondo, proprio il presidente dello Stato che ha in corso due guerre ( ufficiali ) e che, lungi dal volere e potere invertire la rotta, segue con pragmatismo e facciata piú "politically correct" le orme del suo predecessore, oramai troppo sputtanato a livello internazionale; terzo, sono giá state ritirate le truppe statunitensi dall' Iraq? E si é giá deciso se aumentare il contingente militare in Afghanistan? No. E allora di cosa si tratta, di un Nobel sulla fiducia? A tale proposito vorrei ricordare ( o informare per la prima volta chi non lo sapesse ) che l'Afghanistan é il chiodo fisso a livello strategico dell' uomo che sta dietro Obama, cioé Zbigniew Brzezinski. E che dire del nuovo spazio di mercato guadagnato dallo Zio Sam in Iraq, basterá chiedere scusa per la montagna di cadaveri lasciati sul campo e per quanti ancora cadono e cadranno? Non che io abbia molta considerazione per l'istituto del Nobel, ma quel premio, se di pace si tratta, l' avrei voluto veder assegnato a tutti quegli obiettori di coscienza che, ad esempio in Israele, si rifiutano di collaborare ai giochi imperialisti del massacro tra popoli, a costo di finire in galera.