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storie di vita quotidiana fra vaneggi e sopravvivenze.Hangin' on the corner...
Una storia che a scuola non vi raccontano, una persona che molti vorrebbero venisse dimenticata. Michele Schirru, uno di noi.
Resistenza: due pesi e due misure.
In un'Italia governata dalla paura, dalla demagogia e dal revisionismo storico é sempre piú difficile ricordare la resistenza di chi si oppose all'invasione nazista e ai collaborazionisti della Repubblica Sociale. Si tirano fuori faide interne agli schieramenti antifascisti e frasi del tipo "ma molti partigiani avrebbero voluto sostituire la dittatura fascista con una comunista", come se queste affermazioni, almeno in parte veritiere, potessero rivalutare in seppur minima parte l'opposto schieramento. Vorrei tralasciare peró quest'aspetto e richiamare la vostra attenzione su un altro punto a mio avviso fondamentale. Anche chi ricorda la resistenza antifascista del '43-'45 senza tentare operazioni di equiparazione tra partigiani e repubblichini spesso non va oltre: andare oltre significa riconoscere il valore della ribellione "contro qualsiasi inguistizia, commessa in qualsiasi parte del mondo", il valore della resistenza fisica e mentale alle diverse forme di oppressione. Abbiamo un lungo elenco di libri, film, articoli di giornale e citazioni note che ricordano chi lottó contro nazismo e fascismo, specialmente nel periodo della seconda guerra mondiale. Ci viene raccontato che queste persone lottarono per la democrazia, cioé per quel sistema politico che governa attualmente i nostri Stati o buona parte di essi; viene elogiato il loro eroismo nell'essersi opposti alle istituzioni, alle leggi e agli apparati che all'epoca erano atti a farle rispettare ed a reprimere forme di dissenso ed opposizione; ci viene ricordato che molti sacrificarono la propria vita affinché noi potessimo essere oggi liberi. Ora, vi chiedo di guardarvi intorno, di pensare senza pregiudizi di sorta alla realtá nella quale vivete, vi chiedo di porvi una domanda: se qualcuno ritenesse lo stato di cose attuale non uno stato di cose che tutela la libertá, i diritti di tutti, lo sviluppo dell'individuo, la vera possibilitá di scegliere che fare della propria vita, cosa dovrebbe fare? Se ad esempio qualcuno trovasse aberrante le nuove forme di persecuzione nei confronti dei cosiddetti extracomunitari, dovrebbe obbedire alle leggi vigenti come fecero tanti obbedienti tedeschi che lasciarono sterminare milioni di persone "non gradite", oppure dovrebbe opporsi e reagire contro suddette leggi? Voi obietterete che non si puó fare alla leggera un paragone tra un regime totalitario come quello nazista ed un regime "democratico" come quello che oggi vige in Italia... per l'appunto, i MEZZI con i quali si reagisce sono diversi a seconda della situazione ( cosí come sono diversi metodi e finalitá delle persecuzioni operate dai diversi sistemi e Stati ), reagire e ribellarsi vuol dire anche rifiutarsi di collaborare all'applicazione di una legge, voltare le spalle a chi sbraita che devi obbedire sennó verrai sanzionato, vincere la paura e riscoprire il significato della parola solidarietá. La storia la scrivono i vincitori e chi lotta contro le attuali forme di oppressione e discriminazione per ora é solo un sempilce resistente, a suo rischio e pericolo. Forse saranno questi gli esempi che un giorno ci verranno additati come meritevoli. Qui voglio fermarmi, ho dato solo uno spunto di riflessione, ho portato solo un esempio tra tanti, il primo che mi é venuto in mente. Posso anche aggiungere, " perché ricordare come martiri, dal secondo dopoguerra mondiale, solo i perseguitati dei regimi comunisti e non chi venne incarcerato, ucciso, torturato, discriminato nei Paesi "democratici"? Perché chi resiste ai vostri nemici é tanto lodevole e chi resiste a voi, che poi tanto migliori dei vostri nemici non siete, é un criminale? Il resto lo lascio a voi.
Grill party.
Approfittando del periodo di bel tempo e del giorno libero s'é deciso di organizzare, io ed altri sciamannati, una grigliata al Rheinaue, sul fiume Reno. L'inizio prometteva decisamente male: cielo annuvolato e temperatura sui 12 gradi, io che mi sveglio tardi, un'altro amico che ritarda e il grill monouso che dimostra non valere nemmeno i pochi euro che é costato. Un'amica della mia ragazza telefona al suo datore di lavoro/mio (quasi ) vicino di casa/ cliente del ristorante dove lavoro io, quello ci porta un grill fantastico, nuovo di zecca con tanto di carbonella e esca per accenderla e noi, appena se ne va, ci rendiamo conto che avremmo potuto invitarlo perlomeno a bersi una birra, ma no!, siamo proprio dei pezzi di merda... Questa dimenticanza sará al centro delle numerose battute durante il pomeriggio- "Hey, F. non é che ci puoi portare un paio di salsiccie e dell'altro carbone? Ah, una cofezione da sei di birre, poi te ne offriamo una!". Alla fine spunta anche il sole, ma ormai stiamo giá mangiando accampati nel "giardino" di fronte a casa mia, qualcuno ipotizza l'arrivo della polizia per il gran casino che facciamo e io rispondo " Quando arrivano a dirci che la festa é finita gli offro una birra, vediamo se mostrano il loro lato umano...". Alla fine niente interruzioni, forse non siamo poi cosí laut. Tra partite a badminton, birra in gran quantita ed arrivo di personaggi random non invitati ( la mia ragazza se la prende un pó, io no, perché mai? ) si trascorre una serata migliore del previsto. A riguardare le foto, che non posteró per motivi di decoro, mi vengono i brividi: ma che razza di personaggi! Non c'é una foto del sottoscritto che non lo ritragga con birra e/o sigaretta in mano ( tranne che quando sto giocando a badminton, sono un salutista io! ).
A volte ritornano.
Non parlo solo di me, assente per circa un mese da Splinder, almeno per quanto riguarda il postare. Ho avuto tempo di documentarmi su alcune cose interessanti, delle quali avevo iniziato ad interessarmi piú di dieci anni fa, eventi legati alla strategia della tensione in Italia e collegamenti con fatti di attualitá- quando il passato aiuta a capire il presente, insomma. Non sono l'unico ad essere tornato, dicevo. Tornano infatti le proteste contro il G8, stavolta G20, stavolta a Londra, stavolta come le altre volte. Tornano anche, o perlomeno vorrebbero, i razzisti tedeschi della famigerata organizzazione Pro-Köln, che erano stati cacciati da Colonia il Settembre scorso quando avevano organizzato una conferenza anti-islam insieme ad esponenti europei di diversi partiti neofascisti e neonazisti. Pro-Köln inizia a muoversi, dopo la giá citata batosta, diffondendo un video che paragona loro, i neonazisti, agli ebrei perseguitati nella Germania nazista. No, non avete letto male: da certa gente ci si puó aspettare di tutto, anche la mistificazione di persecuzioni, vere e in parte presunte, subíte attualmente dai cristiani in diverse parti del mondo, come mostra il loro video di propaganda che verrá presto distribuito gratuitamente dall'organizzazione in molte scuole tedesche. Il passo successivo é stata la richiesta da parte di Pro-Köln e altre organizzazioni simili, come Pro-NRW, di poter indire nuovamente un convegno anti-islam a Colonia in Roncalliplatz, luogo che puó ospitare diverse migliaia di persone e che nel Settembre 2008 fu sede di un concerto di band storiche piuttosto note in Germania che suonarono gratuitamente contro il razzismo, di fronte ad un pubblico enorme di antifascisti. Una provocazione, quella di Pro-Köln, che non ha per ora incontrato il consenso delle autoritá atte a permettere la manifestazione, rifiutatesi di concedere lo spazio per il congresso razzista e citate quindi in giudizio dagli avvocati di Pro-Köln. Vedremo come si svilupperá la faccenda, per ora posso solo aggiungere che l' iniziativa razzista dovrebbe aver luogo il 9 Maggio, autorizzazioni permettendo. Se i nazifascisti dovessero scendere in piazza troveranno di sicuro qualcuno ad aspettarli, dovranno fare i conti con decine di migliaia di persone che bloccheranno ancora una volta le strade e fermeranno la feccia razzista, con o senza il benestare delle autoritá. E potete scommettere sul fatto che io saró con i tedeschi antirazzisti e gli immigrati, come nel Settembre scorso, come sempre é stato e sempre sará finché ce ne sará bisogno.