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"All this time wishing our voices could be heard, now we finally have a voice and no one says a fucking word. So let's scream as loud as we can and make it fucking break, and let nothing stand in our way" -Walls Of Jericho-

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lunedì, 29 ottobre 2007

Uomini e cani.

La notizia, se sapete leggere il tedesco, la trovate qui: http://www.spiegel.de/kultur/gesellschaft/0,1518,512799,00.html

In parole povere Guillermo Habacuc Vargas, artista del Costa Rica, ha pagato alcuni ragazzini per catturare un cane randagio, l'ha esposto legato in una galleria d'arte del suo Paese e, sembrerebbe, l'ha lasciato morire di fame di fronte allo sguardo dei visitatori. Per rafforzare il concetto-o la provocazione- Vargas ha scritto con croccantini per cani sui muri della galleria " tu sei ció che leggi". Arte? Esperimento socio-psicologico? Dopo l'immediata condanna da parte di associazioni animaliste e singoli individui affrettatisi a firmare petizioni online l'artista ha iniziato a dare spiegazioni: "Ho voluto ricordare, con questo gesto, la morte di Natividad Canda, un uomo che é stato sbranato da due rottweilern". Fin qui siamo all'assurdo, uccidere un cane qualsiasi per ricordare la vittima di altri cani qualsiasi per me non ha un senso logico o una qualsiasi utilitá. Ma a quanto pare c'é un'altra molla che ha spinto Vargas, e cioé mettere il cane morente di fronte agli occhi di tutti, perché la gente lo avrebbe ignorato se lo avesse semplicemente visto morire di fame per strada. Ecco, ci siamo, questo ha scatenato in me una riflessione. Credo innanzitutto che il gesto equivalga a far saltare in aria il Colosseo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla decadenza del patrimonio artistico in Italia o in generale in Europa, quindi siamo di fronte ad un altra impasse: il gesto non assume validitá, verrá facilmente dimenticato nella marea di notizie agghiaccianti dalle quali siamo inondati giorno dopo giorno e che durano lo spazio tra uno spot pubblicitario e l'altro. Inutile l' escamotage dell'artista che non rivela infine se il cane sia realmente morto, poiché é il gesto in sé che risulta odioso, disporre di un essere vivente a proprio piacimento e decidere infine se lasciarlo vivere o meno, spacciandosi magari per individuo misericordioso e per nulla crudele- la crudeltá in sé, secondo il parere diffuso, é giá compiuta. Emerge peró un ultimo aspetto, il piú interessante, quello dell'esperimento socio-psicologico. Nessuno dei visitatori dell'esposizione ha infatti intrapreso azioni concrete per salvare il cane dal suo destino, alcuni hanno chiesto che all'animale venisse dato da mangiare, ma di fronte al rifiuto dell'artista stesso nessuno ha disobbedito al cartello che diceva appunto di non dar cibo alla bestiola. É questo che mi ha colpito. E dopo: tutti giú a firmar petizioni sgolandosi contro le crudeltá sugli animali. Cosa avete mangiato a pranzo? Una mucca ha per caso meno dignitá di un cane? Cosa fate se incontrate un cane randagio per strada, per quanti secondi quella visione attira la vostra attenzione ed occupa uno spazio nella vostra mente? Non siete per la maggior parte solo una massa di ipocriti? In un certo qual modo, in quanto carnivoro e firmatario di una petizione contro Vargas, lo sono anch'io. Dalla mia parte ho solo una certezza: quella che per me é un'ingiustizia, secondo la mia etica s'intende, commessa di fronte ai miei occhi, scatena una mia reazione. Posso invece constatare, giorno dopo giorno, che la maggior parte degli esseri umani che mi circondano sono solo pronti ad obbedire all'autoritá, qualunque essa sia, in nome di un non meglio precisato o giustificabile "ordine". Basta un cartello e si obbedisce, chi disobbedisce lo fa solo per il gusto del gesto in sé, piú raramente per affermare la propria individualitá, quasi mai per un senso radicato di coscienza. Avete bisogno di vivere secondo il principio "punizione vs. premio", ovvero avete un bassissimo livello di coscienza. E tutto quanto sta scritto, qui e altrove, verrá dimenticato in pochi secondi: 5, 4, 3, 2...

postato da: EsIstEgal alle ore 18:01 | link | commenti (7)
categorie: attualitá, fear my thoughts, some kind of hate
giovedì, 25 ottobre 2007

Devo aggiornare.

... suona quasi come un obbligo e quand'é cosí mi pare che una pausa non ci stia male o forse scrivere é esattamente quel che ci vuole ora. In realtá in questi giorni il mio stato d'animo é un misto di inquietudine e irrequietezza, un motivo ci sará e spero vivamente che non sia quello che penso. Cosa vale la pena scrivere in questo blog autoepurato e autocensurato? Buone notizie: un caro amico verrá presto a trovarmi dalla Sardegna, quanto presto é ancora da decidere. Proprio sulla sua visita non avrei scommesso nemmeno un centesimo, eppure a quanto pare ce la fará: adoro aver avuto torto in questi casi! Cattive notizie: nessuna, solo un cumulo di piccole cose che mi danno sui nervi, come le e-mail speditemi da un generatore del cazzo ( letteralmente! ) sul tema "ingrandisci il tuo pene".Mi hanno intasato la casella di posta elettronica, mi viene negata persino la soddisfazione di rispondere a tali ridicole proposte commerciali con oscenitá in pieno stile EsIstEgal, ho provato ma a quanto pare é impossibile replicare ad un macchinario che invia messaggi mail a caso- a cazzo, per meglio dire. Ancora: ascoltato il nuovo album dei Bad Religion, purtroppo nulla di nuovo, troppo simile ai precedenti senza nemmeno uno spunto innovativo, il che significa ascoltabile ma senza esaltazione. I Ghost Of A Thousand mi hanno invece convinto, sembra che con il loro ultimo lavoro abbiano trasportato il miglior rock selvaggio nel territorio del post-hardcore, i Refused fanno scuola! Ultima nota: finalmente leggo "Il padiglione d'oro" di Mishima... perché ho aspettato tanto? Un capolavoro é dir poco, inquietante e magnetico. Bene, il post contiene poca misantropia, la terapia funziona. Scrivere, intendo, aggiornare.

giovedì, 18 ottobre 2007

Appunti di ordinaria follia.
Ho parecchie atorie in arretrato, per rimanere al passo devo riassumere e randomizzare...
Good bye, barbaricino- Il mio amico di Oliena é  tornato in patria Domenica, non prima di avermi costretto a partecipare ad una serata allucinante al Picco. L'ho finita ballando con due conoscenti, entrambe ubriache, una delle quali tentava di spogliarmi per vedere se avevo piercing e tatuaggi in parti intime del corpo... nel contempo osservavo una tizia quarantenne che si infilava in bocca il bicchiere da kölsch, palpava le tette ad una amica e molestava allegramente un uomo seduto dietro di lei. Mi mancheranno queste serate, almeno per qualche mese, a Febbraio il mio amico tornerá a lavorare alla gelateria-lager;
Lavatrice poltergeist- Da un pó di tempo a quasta parte la lavatrice del mio piano, situata in cantina e utilizzata da me e dai miei 3 coinquilini, inizia a fare brutti scherzi, cioé non centrifuga correttamente e non pompa via l'acqua, cosicché quest'ultima ristagna e io devo stendere la roba fradicia. Un paio di sere fa sono stato peró assalito da un atroce sospetto: ho notato che qualcuno aveva girato la manopola della temperatura di lavaggio, da sola non si muove di certo! Sospetto che si tratti di un siompaticone che si diverte a frugare la lavatrice mentre é in funzione. Al prossimo lavaggio mi sistemo in cantina con i Blood For Blood nelle cuffie e una spranga in mano in attesa che qualcuno scenda giú... lo so, Topo Gigio che brandisce un bastoncino di zucchero filato incute piú timore di me con un M16, ma almeno devo provare a capire che succede, no?
Zero concerti- Sabato gli Heaven Shall Burn suoneranno all' Underground e io non ci saró, peccato perché QUEL gruppo in QUEL posto significa massacro. Per consolarmi ho provato a vedere se ci fossero altri concerti interessanti in giornate a me accessibili, ma niente. Nulla a Colonia, peggio a Bonn. Il massimo sono Caliban+ Soilwork+ altre 2 band a me ignote, vedró il da farsi ma credo che lasceró perdere. In realtá desidero cose impossibili, tipo Most Precious Blood o Hatebreed... O di nuovo i Raised Fist!
lunedì, 15 ottobre 2007

25 ore in Lussemburgo.

Cittá del Lussemburgo come non l'avrei mai immaginata. Partenza ad orario inusuale per me e l'amico barbaricino, lui ancora sconvolto per aver bevuto troppo e dormito poco la sera prima. Dopo aver trovato velocemente un albergo nella zona della Gare ( stazione ) ed aver notato che la lingua tedesca qui non é molto gradita, ci avviamo per individuare il percorso segnato sulla guida turistica, percorso che ci avrebbe portato, in teoria, attraverso mille anni di storia in mille minuti- cazzata per turisti fai-da-te. Invece, ritrovatici su un ponte altissimo e spinti dalla curiositá per il paesaggio mozzafiato che da lassú si poteva ammirare, ci inoltriamo in un parco enorme, la Petrusse Vallée, una cosa meravigliosa: a confronto i parchi di Bonn, per quanto belli e grandi, sono cagate infinitesimali! Tra alberi, prati, ruscelli e scoiattoli marroni camminiamo per chilometri, fino a sbucare chissá dove. Ci troviamo di fronte a palazzi amministrativi e sedi bancarie, peraltro l'architettura é apprezzabile, molto mitteleuropea, con l'aiuto della cartina ritroviamo le tracce del percorso e becchiamo subito il Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale. Siamo circondati da turtisti polacchi, portoghesi, tedeschi e spagnoli arrivati lí con vari autobus, seguiamo alcuni di loro ed arriviamo alla Catedrale de Notre Dame de Luxembourg, per me le chiese sono come musei e quindi si entra: ne vale la pena, vetrate a mosaico, affreschi e, nella cripta, la tomba riccamente adornata di Charlotte nonsochí, una nobile del luogo e figura fondamentale nella storia recente del Paese. Per fare foto mi arrampico noncurante sulle panche della chiesa tra le proteste del mio amico non-ateo... si scarpina ancora tra viuzze strette ed eccoci al Museo di Storia ed Arte: Qui ripercorriamo la storia della cittá tra miniature, oggetti di vita quotidiana dei tempi passati, filmati e supporti informatici vari, inutile dire che la parte piú interessante é stata per me quella riguardante il '900, in particolare ho capito perché in questo Stato si respira patriottismo ad ogni angolo, nonostante per strada ci siano persone di tutte le nazionalitá e origini ( soprattutto portoghesi ed africani ) : i nazisti avevano annesso, intorno al 1940, il Lussemburgo alla Germania e impedivano qualsiasi manifestazione dell'identitá  nazionale sotto il loro dominio, punendo addirittura con la morte chi osava ribellarsi. Dopo il museo pausa pranzo, poi raggiungiamo finalmente l'inizio del percorso vero e proprio, ovvero le casematte, punti di osservazione e difesa della cittá nal Medioevo, con tanto di scale ripidissime, cannoni, buchi nella collina ora sbarrati per evitare che gente come noi cada da centinaia di metri d'altezza, io devo pisciare e mi nascondo dove probabilmente seicento anni fa tanti soldativedetta avevano giá pisciato. Ancora in movimento, ci si massacrano le gambe per scendere e percorrere stradine tra orti e rovine spettacolari, stapiombi e depositi idrici costruti in epoca prussiana, alberi e verde ovunque, poi sulle mura e di nuovo salita... l'unica pausa é stata quella che ho fatto in mezzo ad un ruscello derivato dall'Alsazette, credevo che il percorso fosse finito ( col cazzo! ) e mi sono lasciato fotografare dal mio amico con la sigaretta in bocca accovacciato su un masso... finalmente usciamo dalla natura selvaggia, siamo di nuovo nel centro abitato e ci ristoriamo con ottima birra Leffe, la mia preferita- ma é belga, la birra tipica lussemburghese sembra pils e non mi piace molto. Cercare un ristorante é stato piú complicato del previsto, c'erano piú posti dove trombare ( night-club ad ogni angolo ) che posti dove mangiare. Dopo cena, come se i chilometri macinati non fossero abbastanza, ci addentriamo nella cittá tra parchi e palazzi storico-amministrativi, ci perdiamo e ritroviamo la via giusto un attimo prima di morire di sete, perció ancora birra! La mattina dopo si perlustra ancora, ci troviamo dietro la stazione, nel punto piú densamente abitato della cittá sul quale domina il Casinó "Sindacalizado", come dice l'insegna... beh, é ora di tornare, siamo sopravvissuti alla camminata piú lunga della mia vita (?) e a tutte le mignotte che hanno tentato di rimorchiarci nei pressi dell'albergo. Prima di prendere il treno compro una stecca di sigarette, l'unica cosa che qui costa meno che in Germania ( risparmiati cosí 13 € se non sbaglio ). Unico scazzo, per colpa delle ferrovie tedesche ritardiamo di un'ora il ritorno a Bonn, ma almeno ci godiamo il paesaggio sulla Mosella con i bei paesini da cartolina circondati dai vigneti e dominati qua e lá da castelli...

postato da: EsIstEgal alle ore 15:41 | link | commenti (14)
categorie: vacanze, kultura, oscenitá
mercoledì, 10 ottobre 2007

I cani di Pavlov.

Cosa ci faccio qui a scrivere minchiate, ho un casino di cose da sistemare in questi giorni! Volevo solo dire che c'é un locale nel centro di Bonn chiamato Blow Up, un ex bordello che é stato trasformato in bettola aperta fino alle 5 del mattino, dietro al bancone potete ammirare foto di Giovanni Paolo Secondo, mentre ai muri sono rimasti appesi quadri di invitanti signorine stile art nouveau in abiti succinti. È lí che abbiamo concluso la serata di Lunedí io e il mio amico barbaricino col quale Venerdí, salvo cataclismi o colpi di stato, andró a Cittá del Vaticano... no, stocazzo, volevo dire Lussemburgo- mannaggia al Papa! Al Blow Job... no, cazzo, Blow Up, ho incontrato una conoscente lesbica che non vedevo da tempo, mi ha invitato ad un party stile "mafia-like" al Pavlov. Non sono mai riuscito ad inquadrare il Pavlov, a seconda della serata sembra un caffé per intellettualoidi squattrinati, a volte assomiglia di piú ad un ritrovo di Punk&skinheads, e questo l'ho notato prima che iniziassero a fare le serate a tema... cosa volevo dire, in sostanza? Nulla, finito. Devo andare a stirare, pulire la stanza eccetera. Stamane un coinquilino che mi ha incontrato in cucina mentre facevo colazione mi ha chiesto se per caso fossi in vacanza. Dio campanello a cui rispondono milioni di cani ammaestrati.

sabato, 06 ottobre 2007

Delirio costante.

Tu la conosci Eugenie? Lei mi conosce, dice che io e Kalamaro siamo usciti con lei ed altri conoscenti circa 3 anni fa, ma io non la ricordo, eppure una tipa cosí carina ( carina? no, un pezzo di figa, per meglio dire ) non potrei dimenticarla, eppure... boh, l'ho beccata ieri al Carpe, o meglio é lei che mi ha beccato, c'era pure e soprattutto il mio amico Heiko in vena di bere, tra una cazzata e l'altra roteavano Sambuca, Genever e Kölsch ma io mi sono fermato saggiamente ad un livello alcolico ragionevole, mentre Heiko danneggiava il suo fegato con maggiori quantitá di promille. Non é possibile, c'erano davvero una quantitá spaventosa di tipe carine e il mio amico ne conosceva molte, ma ovviamente mi ha presentato-senza che io glielo chiedessi- la piú materassosa di tutte, viso decente su corpo che sembrava reclamizzare la Permaflex, in quel momento mi sono ricordato, se mai l'avessi dimenticato, che in effetti una persona interessante giá la conosco e le ho messo gli occhi addosso da un pó, mi sa che dovró essere esplicito perché non capisce le antifone e dice di essere timida ma io le conosco quelle timide, che arrossiscono facilmente e poi scopri che sono state con uomini di vent'anni piú grandi, fanno finta di non capire le allusioni ma in realtá aspettano proposte esplicite... Ecco, sono rientrato a casa alle 3:06 e ho acceso il televisore, cosa che non faccio mai, e c'era "Dear Wendy" di Lars Von Trier e quasi mi sono messo a piangere, metaforicamente parlando, perché questo cazzo di capolavoro cerco di beccarlo in dvd da mesi e ora lo trasmettevano su Arte e finiva alle 4:40 e non potevo-volevo-dovevo rimanere sveglio fino a quell'ora, quindi ho spento la tele e mi sono ripromesso di cercare ancora il dvd, mi sono ripromesso pure di verificare quanto sia veramente timida la tipa che m'interessa, ma questa é un'altra storia. Devo aprire una rubrica su questo blog, roba come un generatore di blog a diverse tematiche, per esempio ho visto poco fa per pura coincidenza l'ennesimo blog pro-ana ( ma meglio un blog pro-anal a questo punto! ) di una ragazza tantotriste che ieri ha mangiato una fettina di carne al burro e una forchettata di zucchine bollite ed ho pensato "se metto insieme frasi a caso dei blog che incontro su Splinder ne esce fuori una cosa tremenda ma anche realistica e divertente, posso suddividere le tematiche in emo-ana-nazi-catto-lego-teen-fescion-trendi-cazzivari... perché no? Esercizio di scrittura e cinico senso di superioritá, prendere o lasciare.

giovedì, 04 ottobre 2007

Keine ruhe.

C'é che la mattina dello scorso Lunedí mi sveglio e la prima persona che incontro in corridoio é un mio coinquilino in mutande ancora mezzo addormentato che mi dice "stasera facciamo un party, sei invitato" e io rispondo "veramente non so a che ora torno" e 14 ore piú tardi, numerose Newcastle e partite di biliardo e di freccette dopo, passo davanti al Carpe Noctem e ci sono lí due tizi che urlano e si tengono la testa fra le mani e uno dei due prende a pugni il plexiglass sostegno di pubblicitá della banca lí davanti e altri loro amici osservano attoniti e altri ancora fermano un auto ed io penso "uno dei buttafuori della discoteca gli ha spruzzato spray urticante negli occhi, altrimenti tutto ció non si spiega anche perché non sono ubriaco e quel che vedo é reale", continuo a camminare verso casa con i Caliban a palla nell'Ipod e quando entro dalla porta c'é un tizio sconvolto in cucina che rovista tra le casse di birra e i rimanenti coinquilini ed invitati vari tutti in una stanza ma non troppo rumorosi come m'aspettavo. Mi organizzo per la giornata in Lussemburgo sapendo che quando organizzo qualcosa tutto va per un'altra strada e quindi meglio fare le cose alla cazzo di cane, improvvisare voglio dire. Nulla é scritto e se provi a scriverlo tu ricorda che il risultato potrebbe essere diverso da come lo immaginavi.

postato da: EsIstEgal alle ore 14:03 | link | commenti (8)
categorie: personaggi, cose di casa, psicopatici, sospenderelabibita