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storie di vita quotidiana fra vaneggi e sopravvivenze.Hangin' on the corner...
Precipitare non é una soluzione.
Il mio viaggio di ritorno in Germania é stato a dir poco movimentato, pensavo mentre al sicuro in territorio teutonico ascoltavo le mie amiche, quella triste e quella allegra, parlare ubriache delle abitudini sessuali dei rispettivi ragazzi. La mattina mio padre avrebbe dovuto accompagnarmi a prendere la corriera che mi avrebbe condotto all'aereoporto di Olbia, ma le chiavi della sua auto si sono spezzate nella serratura. Panico,prendo il bus e prego che la corriera non parta troppo presto e stavolta ho un pizzico di quella fortuna che mi é mancata negli ultimi tempi. La corriera rischia peró di scontrarsi con un' auto all' altezza di Nonsodove, provincia di Nuoro, ed infine rimane bloccata da un effettivo e non solo sfiorato incidente stradale a Siniscola o dove cazzo eravamo. Nessun problema, sono in largo anticipo per il ceck-in e difatti arrivo all' aereoporto piú che puntuale, ho pure il tempo di pranzare e sfiammare decine di sigarette. Il volo non é peró tranquillo come sempre perché ad un tratto rischio di volare letteralmente fuori dal mio posto a sedere, dimostrazione pratica che le cinture di sicurezza servono, se qualcuno avesse dei dubbi. Una turboloenza, ma balorda! Altro che parco dei divertimenti, qualcuno urlava e i vuoti d'aria erano talmente numerosi da rendere l'esistenza del mio stomaco un supplizio piú che una necessitá. Nonostante l'imprevisto l'aereo atterra tranquillo e per poco alcuni passeggeri non fanno come il Papa chinandosi a baciare la terraferma. Ok, non ero certo traumatizzato, se l'aereo fosse precipitato avrei dimenticato i miei problemi, ma sinceramente lascio l'opzione "morte liberatoria" ai vigliacchi, io preferisco lottare. Anche se a volte, come poco fa, ho paura ( sí, anch'io ogni tanto ho paura, diocane!) di fare la scelta sbagliata. Non posso prendere in considerazione solo ció che io provo, ci vuole rispetto dei sentimenti altrui e comprensione delle situazioni perlomeno nei confronti delle persone alle quali si vuol bene. Non voglio mettermi in fila insieme al solito branco di avvoltoi che ho disprezzato in ogni situazione, ma é difficile avere un feeling simile con una persona, é troppo importante perché scivoli via. Devo solo ringraziare che non credo nell'amore. Ringrazio anche il mio egoismo che mi porta a considerare la mia vita come il bene piú prezioso che possiedo: per alcune persone posso dar via soldi, tempo, impegno, partecipazione e correre dei rischi, ma non daró mai la mia vita. Ringrazio pure Padre Crio che ho lasciato in freezer e Padre Clio parcheggiato in doppia fila. Ora vado a leggermi Sartre per pormi tante domande comunque utili e mi guardo Hostel per rilassarmi e distrarmi un pó. Il vero orrore é la stupiditá umana e quando trovi le eccezioni ti senti felice, ma contemporaneamente distrutto. Dubbi. Perseveranza. Andare avanti. Un nuovo tatuaggio.
Oasis: "Supersonic"
Bad religion: "Supersonic".
Quando meno te lo aspetti.
Diciamo che non scriveró nulla di tutto ció. Dovrei mentire o omettere troppe cose, meglio parlare d'altro.Ecco dunque temi ameni in ordine casuale:
-Spero di vivere il piú a lungo possibile, se non altro per fare un torto a fondamentalisti religiosi e conservatori, beghini e individui meschini. Purtroppo sono schiavo delle multinazionali del tabagismo, peccato. Fumiamoci sopra.
-Se qualcuno mi chiedesse perché scelsi QUEL partito politico invece che un altro ecco la spiegazione: ho pensato alla Lega Nord, ma avevo paura del confronto perché loro ce l'hanno sempre duro e io solo quando serve, ho pensato agli ex democristiani ma bestemmiavo troppo, ho pensato ai postcomunisti ma Fassino é addirittura piú magro di me e preferisco i pini alle quercie, ho pensato ad Alleanza Nazionale ma fumavo le canne, ho pensato a Forza Italia ma ero troppo povero e poi la mia presunzione si sarebbe scontrata con quella del Cavaliere, ho pensato agli ex socialisti ma avevo paura che derubassero pure me, ho smesso di pensare ed ho scelto il look da salotto inglese del Segretario e una bandiera raffigurante vecchi arnesi da lavoro. Molto minimalista.
-Odio la musica hiphop e rn'b, a parte pochissime eccezioni. Stereotipo hiphop: ex criminale arricchito con oggetti svariati a coprire il capo (cappellini da baseball, Cuffie di lana o cotone, fascette, asciugamani, bandane ed assorbenti intimi ), vestiti come minimo di 3 taglie piú grandi, sempre sballati. Offesa al rap delle origini. Video con donne seminude, auto di lusso (rubate, nel caso l'artista in questione non sia giá affermato nel magico mondo del businnes), bevande alcooliche di classe e qualche volta tigri e cani "cattivi". I bianchi devono sentirsi neri se vogliono fare hiphop, se non hai alle spalle una brutta storia di violenza, droga, stupri, gang, carcere, armi illegalmente possedute, botte o slip cotonati non sei hiphop.
È sorprendente come si riesca a eludere un argomento che non si vuole affrontare. Spero di riuscirci pure stasera. Credo che per una settimana almeno non scriveró qui, mi attende una lunga notte in aereoporto, bestemmie in italiano e spagnolo e la tanto agognata vacanza in terra sarda. Al mio ritorno torneró eventualmente ad occuparmi di casini che non mi riguardano.
3rd Strike: "All Lies"( live ).
Wer lacht jetz?
Grandi, ce l'hanno fatta! Al culmine della disperazione, pronto ad affrontare con i miei beniamini corrotti e strapagati la tortura dei calci di rigore, mi sono assentato un attimo per gettare la spazzatura del ristorante. Al mio ritorno-5 minuti- i miei colleghi portoghese e spagnolo mi correvano incontro urlando: "Ti sei perso due gol dell'Italia!!!". Non ci ho creduto finché non ho visto il replay. Grosso li ha freddati, Del Piero li ha affondati, io urlavo piú che ad un concerto dei Sepultura. Siamo usciti fuori ad osservare visi tristi e lacrime. Ho incrociato italiani che si congratulavano, pacche sulle spalle e strette di mano, in birreria al nostro arrivo la folla ha iniziato a dirigersi ordinatamente verso casa. É stato il momento della mia dolce vendetta nei confronti della spocchiositá teutonica: seduto di fianco ad un ragazzo che mi osservava con odio e piangeva, mandavo messaggi in tedesco tipo: "Avete giocato come non mai e perso come sempre", oppure "mi congratulo per la vittoria tedesca. Non ho guardato la partita perché dicevi che tanto avreste vinto voi. É andata cosí, vero?", ed il classico "Chi ride adesso?" ( titolo del post ). Incrociando le auto verdebiancorossodipinte salutavo allegro, ma le lacrime di Odonkor e la dignitá di klose ( che io rinominavo, fino a pochi minuti prima, KLO- in tedesco significa "cesso" ) viste sul teleschermo mi hanno indotto a non rincarare la dose, ho inviato risposte cordiali e sportive ai messaggi ricevuti ( perlopiú insulti e minacce di morte ) e sono tornato a casa. I miei coinquilini mi osservavano torvi.
Ma quale potrebbe essere la canzone di oggi? L'inno di "Forza Italia"? Ma neanche sotto tortura! Ci siamo liberati dell'orrendo jingle commerciale degli Sportfreunde Stiller, che preconizzavano la vittoria del Mondiale da parte della loro nazionale. La band deve essersi suicidata con un rituale seppuku per lavare l'onta della sconfitta inflitta dagli Spaghetti Fresser, come dicono i crucchi. O forse, a causa del calo nelle vendite del loro album li vedró presto lavare i vetri al semaforo vicino casa. Ok, canzone del giorno: una qualsiasi fra quelle che ascolto spesso, nulla a che vedere col tripudio dell' improvvisato coro da stadio "wir fahren nach Berlin ohne Deutschland". Ghghghghg!!!
Slipknot: "End Of Everything".
Patriottismo, consumismo e altre idiozie.
Dovrei andare a dormire e invece sono qui che sacrifico preziose ore di sonno. Ieri é stata dura, shopping con la mia amica allegra e simpatica ma terribilmente femminile. Siamo entrati in tutti i negozi di abbigliamento nel centro di Bonn, a me é bastata una puntatina al negozio di abbigliamento skater-streetwear per trovare subito un paio di pantaloni, la mia amica ha dovuto provarsi decine di vestiti e alla fine ha comprato solo una roba che non so definire e la sua quindicesima borsa. La parte piú penosa é stata la ricerca delle scarpe che sognava: infatti era un sogno o meglio un incubo, tali scarpe non esistevano se non nelle fantasie malate della shoppingomane che alla fine, frustrata, ha pure rinunciato all'acquisto della bandiera portoghese con la quale mi ha ossessionato tutta la mattina. La sera sono tornato dopo secoli alla pizzeria italiana dove la pizza costa un'occhio della testa, ma almeno é come in Italia. In compagnia del Nano di Oliena abbiamo bevuto in gran quantitá e spettegolato dei colleghi idioti dell'eiscafé. Sono davvero contento di essere fuggito da quel posto di lavoro, quella gente ha la mentalitá aperta quanto una porta blindata e sbarrata, credono di essere i migliori ma in realtá fanno pena a qualsiasi individuo con un briciolo di buonsenso. Stasera mi aspetta ancora stress, speriamo finisca presto e bene perché gli sguardi ostili nei confronti della mia maglia azzurra aumentano di ora in ora e i tedeschi si fanno sempre piú tracotanti. Lo ripeto ancora una volta, non sono patriottico né uso tifare la nazionale italiana, ma stavolta se la sono voluta e se vincono gli azzurri saró io a sfottere pesantemente il loro misero e patetico spirito nazionale. Poverini, molti di loro arrivano al punto di giustificare i piú efferati crimini dello Stato d'Israele perché si sentono ancora in colpa per lo sterminio degli ebrei. Come se un crimine potesse coprirne un altro. Alla fine mi rilasseró per bene, qualunque cosa accada la spiaggia, il mare e gli amici mi aspettano e una settimana passa in fretta. Dopodiché saró ben contento di tornare in tedeschia.
Blood For Blood: "When The Storm Comes (I'll Stand Alone)".